L'altro giorno mi stavo chiedendo come è cambiato il mondo dei videogiochi e delle protezioni. Ricordo tempo addietro (15 anni fa!) che la legge italiana non prevedeva nessuna forma di diritto di autore per i videogiochi: in parole povere copiare i videogiochi era legale: naturalmente tutti ne approfittavano, si trovavano addirittura le compilation di giochi in edicola, allegate ai giornali! In tempi moderni le cose sono cambiate tantissimo, e le protezioni sono all'ordine del giorno: prendiamo ad esempio i PC. Il bisogno di una protezione antipirateria è così elevato che alle volte si esagera: alcune protezioni sono infatti accusate di causare problemi più o meno gravi ai nostri pc. Ma questo non va a discapito delle stesse software house? Tutto è relativo: le protezioni per pc durano normalmente ben poco, nel senso che le "patch" (programmi utilizzati per aggirare le protezioni di un gioco), vengono create non appena un gioco esce, di fatto rendendo inutile la protezione (per la quale, è bene ricordarlo, le software house pagano). Di qui la rincorsa a protezioni sempre nuove, sempre più difficili da aggirare... sempre più invadenti, che arrivano a causare veri e propri problemi. Tutto questo perchè, ormai, per pc non si vende più nulla.
L'unica cosa che su pc "tira" ancora è l'online gaming, per ovvi motivi: non è possibile crackare giochi online.
Veniamo al dunque: osservando il mercato odierno notiamo l'esplosione del mercato console, che, con la ultima generazione, sono definitivamente approdate su internet, permettendo esperienze di gioco anche online e non solo offline. Anche le console sono crackabili: è necessario modificarle, aggiungendo dei chip aggiuntivi (è il caso della pluripremiata Nintendo Wii), o aggiornando il firmware del lettore dvd (è il caso della console di casa Microsoft, la Xbox 360). Ma allora come fa il mercato di queste console ad essere così florido se resta comunque così facile aggirare le loro protezioni? Perchè non finiscono come i Pc? Come diamine fanno a macinare utili su utili? Secondo me qui sta la genialità di Microsoft: infatti modificando la Xbox ci sono buone possibilità che si venga esclusi (in gergo "bannati") dai servizi Live, che comprendono tutto ciò che contempla in qualche modo internet, dal download di demo al vero e proprio gioco online, che ormai traina l'intero settore videoludico; inoltre si perde definitivamente la garanzia sulla console. Il messaggio di Microsoft è semplice: "Abbiamo una console protetta contro la pirateria, anche se sappiamo benissimo che ormai la protezione è facilmente aggirabile. Però, caro giocatore, prima di crackare la tua Xbox chiediti: ne vale davvero la pena?". A quanto pare molti sono convinti che non ne valga la pena... come dimostrano i dati di vendita.
A riprova di questo fatto basta prendere in considerazione il WII: Nintendo non ha preso nessun tipo di contromisura efficace contro il crack e, guardacaso, la pirateria Wii è già un discreto problema.
E' interessante notare che nel corso degli anni tutte le protezioni contro le copie si sono dimostrate inefficaci: adesso è evidente che l'unico elemento che spinge gli utenti a comprare giochi originali è la paura di perdere funzionalità importanti del gioco/console che si sta utilizzando, e Microsoft pare essere l'unica ad averlo capito.
PS:
Non parlo di Sony e della sua Playstation3, perché per ora non è disponibile nessun crack per questa console.
Etichette: hack, Internet, Microsoft, Sicurezza, Videogiochi
Siamo qui per parlare dell'ennesimo servizio di Google: Knol. Si tratta fondamentalmente di un servizio che ricorda *molto* da vicino Wikipedia o l'enciclopedia Britannica, ma ci sono alcune differenze che rendono i progetti radicalmente differenti: non per l'utente finale, il quale avrà comunque a disposizione un'enciclopedia, ma per l'autore degli articoli. Analizziamo la cosa più approfonditamente. Google Knol permette di scrivere articoli e commenti solo a chi è iscritto: gli articoli sono "personali" nel senso che nessuno puo' editarli senza il consenso dell'autore stesso. Si prefigura qui un tipo di collaboratività radicalmente diverso da quello a cui siamo abituati con Wikipedia, dove tutti possono editare tutto. A mio modo di vedere quest'idea è coraggiosa: tende a responsabilizzare inconsciamente l'editore, il quale, mettendo in gioco il proprio nome, non dovrebbe scrivere inesattezze. Ma c'è il rovescio della medaglia: in caso di errori, sbadataggini, calunnie.. se l'autore non volesse editare l'articolo che accadrebbe? In Wikipedia un articolo viene revisionato in tempo zero... ma in Knol? Devo ammettere che non conosco la risposta a questa domanda... vedremo.
Altra fondamentale differenza sono i banner: in Wikipedia i banner semplicemente non esistono, mentre in Knol l'autore puo' scegliere (attenzione! NON è obbligato) se inserire gli AdSense (ovviamente è un altro servizio Google!). In questo caso più un articolo è gettonato, più soldi entreranno nelle tasche dell'autore. Ho paura che questo spingerà molti a puntare sulla quantità piuttosto che sulla qualità.... spero proprio di sbagliarmi.
Per quanto riguarda il resto.... Knol è decisamente carino! L'interfaccia è semplice e leggera, scrivere uno Knol è un po' come postare su Blogger. Si hanno a disposizione una serie di informazioni riepilogative sui propri Knol, è possibile scegliere il tipo di licenza sotto cui rilasciare i proprio scritti e si hanno a disposizione una serie di informazioni riguardo i lettori. Tutto è molto "Google Style": semplice, pulito, poche complicazioni e pochi fronzoli. Certamente è più facile scrivere in Knol che in Wikipedia, ma è pur vero che chi sa usare Wikipedia ha molta più scelta riguardo l'impaginazione dell'articolo in sè.
Quello che non mi piace è il sistema di catalogazione dei Knol: ogni Knol è un articolo a sé stante, non è collegato direttamente con nessun altro Knol, non esiste un indice di argomenti, non esiste una catalogazione dei vari Knol. Questo è davvero male: il principale obiettivo di un'enciclopedia è quello di essere un recipiente di conoscenza, ma quello che differenzia una buona enciclopedia da una pessima (a parità di contenuti) è la catalogazione della conoscenza. E' inutile avere a disposizione tutto lo scibile umano... se poi non sappiamo come andare a cercare quello che ci serve! Knol da questo punto di vista ne dovrà fare parecchia di strada (ed è meglio che lo faccia in fretta), dal momento che il diretto concorrente è Wikipedia.. che da questo punto di vista rasenta la perfezione.
Credevate che questo Blog fosse morto... e invece si trattava solo di una morte apparente. I miei 3 lettori e mezzo (il mezzo sono io...) dovranno perdonarmi: in questi mesi ho cambiato lavoro e mi sono trasferito. Credo di aver sottovalutato la mole di cose che ci sono da fare una volta trasferiti.. senza contare che cambiano la tua vita, le tue priorità.... insomma il blog è passato un po' sotto silenzio. In ogni caso sono tornato... e stavolta per restare!
Dario