Come promesso, oggi cercherò di spiegarvi perché il decreto Bersani potrebbe riverlarsi di scarsa utilità.
Innanzitutto bisogna capire una cosa: le Assicurazioni non si inventano le tariffe. Ci sono intere aree aziendali adibite alla creazione delle tariffe e dei loro prezzi, con tecnici che hanno studiato solo ed esclusivamente per questo.
Cercherò di spiegare in breve: ipotizziamo di essere una compagnia già avviata. Osserviamo che un assicurato, in media, costa 1000€ l’anno (ovviamente chi non causa incidenti ha un costo minore di chi ne causa). Come compagnia prevediamo di avere per il prossimo anno 2500 assicurati: questo significa che dovrò incassare almeno 2500*1000 = 2.500.000 euro, altrimenti so che andrò in perdita (nota: i numeri portati ad esempio sono inventati e non verosimili).
Questa è la base: a questo punto come compagnia iniziamo a fare considerazioni di diverso tipo.
Ad esempio dai nostri dati statistici notiamo che chi vive nelle grandi città in media ha più incidenti, quindi decidiamo di far pagare di più i residenti nelle città e di meno tutti gli altri. Poi notiamo anche che il numero di incidenti aumenta all’aumentare dei chilometri percorsi annualmente, quindi applichiamo tariffe maggiori a chi guida per molti chilometri, etc, etc… Queste che vi sto descrivendo sono le così dette variabili tariffarie: ogni compagnia ha le proprie, ma grosso modo sono sempre le stesse, non è che si possa lavorare troppo di fantasia; alcune incidono sul costo finale per il cliente molto più di altre.
Fra queste variabili esistono anche l’età e la classe di merito: l’età è importantissima come la classe di merito, che però ha la particolarità di essere una variabile imposta (nel senso che le leggi italiane dicono esplicitamente che le tariffe devono prevedere delle classi di merito).
Che l’età sia importante è evidente dalle statistiche nazionali: chi è giovane corre purtroppo troppo e causa più incidenti (si vedano le statistiche ufficiali ANIA a pagina 5). Pertanto, a parità di condizioni, pagherà molto di più un 18enne che un 50enne.
Passiamo adesso alla classe di merito: altra variabile importantissima, serve a “punire” l’assicurato che causa incidenti, indipendentemente dall’età. Perciò chi causa incidenti nel corso di un anno si vedrà aumentare il premio l’anno successivo: la compagnia può persino rifiutarsi di assicurare nuovamente un soggetto che causa troppi incidenti. Queste regole sono ovviamente un deterrente: fare incidenti non conviene. Non sono regole campate in aria: statisticamente si osserva che quello di fare incidenti è un “vizio”. Un buon guidatore raramente avrà incidenti; al contrario chi non sa guidare ne avrà molto più spesso nel corso degli anni. Le classi di merito servono proprio ad identificare questi utenti, che con il trascorrere del tempo scenderanno verso le classi peggiori che comportano una spesa maggiore.
Certo, il sistema non è perfetto, ma i principi di base sono perfettamente condivisibili.
Cosa ha fatto il decreto Bersani?
In pratica, ha reso le classi di merito “ereditabili”. Così avremo pletore di giovanissimi assicurati con la migliore classe presente in famiglia: abbiamo però visto che proprio i giovanissimi sono quelli che più di tutti creano incidenti, e che tenderebbero quindi a “migrare” verso le classi peggiori. Perciò il decreto Bersani regala classi di merito proprio ai soggetti che in teoria dovrebbero pagare di più!! Quale sarà l’effetto di tutto questo? E’ impossibile dirlo con certezza (ancora non esistono statistiche in merito), ma è facile notare che il decreto Bersani ha reso molto meno significativa la classe di merito intesa come variabile tariffaria: probabilmente le tariffe del futuro si baseranno molto meno su questo parametro.
Etichette: Assicurazioni auto, rca
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