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Se ne parlava da un po' di tempo, ma alla fine ci siamo arrivati: iniziano a trovarsi in giro per la rete tutta una serie di società che si offrono di analizzare il vostro genoma. Ognuna ha le sue peculiarità: c'è chi si prefigge il compito di trovare delle debolezze nel DNA, in maniera da avvisarci in anticipo del potenziale insorgere di certe patologie, altre invece si "limitano" a chiarire quali sono le vostre origini più antiche, ma tutte hanno un comune denominatore: frugano nei vostri geni per carpirne i segreti. Funziona così: voi pagate, vi recapitano in casa un kit in cui dovrete sputare. Rispedite il tutto al mittente, il quale si farà carico di analizzare il dna contenuto nella vostra saliva. Al termine delle analisi, potrete agevolmente consultare i risultati online. Ragazzi, voi siete l'espressione del vostro DNA: queste società vi tengono in pugno, di voi sanno molto più di quello che potreste immaginare: sicuramente sul vostro conto sono molto più informate di voi stessi...Ma siamo così sicuri che sia terribile? Queste società, a mio modo di vedere, vi offrono un servizio a dir poco inestimabile. Non solo sanno dirvi se siete soggetti a certe patologie di origine genetica, ma sanno anche dirvi quali sono gli eventuali punti forti del vostro genoma (potreste essere immuni all'AIDS!). Sono molti i dubbi che aleggiano attorno a tutto ciò, ma mi chiedo: dove sta il problema? Certamente non sul piano strettamente umano.
Cosa accadrebbe se scoprissi di aver "passato" una brutta malformazione genetica a mio figlio? Farei il possibile perché abbia le migliori cure. Inoltre, che vantaggio avrei nel non saperlo? Certo, vivrei forse con meno pensieri, ma probabilmente la qualità della vita di mio figlio sarebbe peggiore.
La consapevolezza di essere maggiormente soggetto a certe patologie rispetto ad altre mi spingerebbe sicuramente ad evitare comportamenti a rischio per me; potrei predisporre in vecchiaia una serie di analisi tarate sul mio personale genoma (chi non ha mai sentito parlare di prevenzione?).
In altre parole, non vedo come una conoscenza migliore si se stessi possa in qualche modo, di per se stessa, danneggiare altri: sapere è sempre meglio che non sapere.
Qui si aprono una serie infinita di possibilità sanitarie, assicurative, previdenziali, e sociali: tutto ciò però spalanca una serie di dubbi legati alla privacy di certe informazioni. Cosa direbbe la vostra Compagnia di assicurazioni sapendo che siete particolarmente soggetti a infarti? E come la prenderebbe il vostro datore di lavoro sapendo che siete particolarmente soggetti allo stress?
Queste problematiche però mi paiono essere legate più a tematiche giuridiche che etiche: queste informazioni di tipo sanitario sono strettamente personali, e pertanto solo il diretto interessato può decidere se concedere o meno a terzi l'uso di tali informazioni. Molte persone ribattono a questo argomento dicendo che certe società senza scrupoli rivenderanno certamente a terzi le informazioni del nostro DNA, non pensando al fatto che (sopratutto in USA), le società rischiano grosso per certe manchevolezze, e che i rispettivi capi finiscono davvero in prigione se colti con le mani nel sacco. Certo il rischio resta comunque, ma va riportato alla sua giusta dimensione: non credo che sia maggiore di quello cui siamo attualmente sottoposti con i nostri dati in mano a diversi enti e istituzioni, sia privati che non. Quindi lasciate perdere chi dipinge un futuro a tinte fosche, ipotizzando una nuova eugenetica: l'analisi del DNA non può che migliorare la conoscenza scientifica di se stessi, finché tali dati sono adeguatamente protetti dalla legge.

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