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GLI EFFETTI ASSICURATIVI DEL DECRETO BERSANI - Ma conviene o no?

mercoledì 3 settembre 2008

Come promesso, oggi cercherò di spiegarvi perché il decreto Bersani potrebbe riverlarsi di scarsa utilità.
Innanzitutto bisogna capire una cosa: le Assicurazioni non si inventano le tariffe. Ci sono intere aree aziendali adibite alla creazione delle tariffe e dei loro prezzi, con tecnici che hanno studiato solo ed esclusivamente per questo.
Cercherò di spiegare in breve: ipotizziamo di essere una compagnia già avviata. Osserviamo che un assicurato, in media, costa 1000€ l’anno (ovviamente chi non causa incidenti ha un costo minore di chi ne causa). Come compagnia prevediamo di avere per il prossimo anno 2500 assicurati: questo significa che dovrò incassare almeno 2500*1000 = 2.500.000 euro, altrimenti so che andrò in perdita (nota: i numeri portati ad esempio sono inventati e non verosimili).
Questa è la base: a questo punto come compagnia iniziamo a fare considerazioni di diverso tipo.
Ad esempio dai nostri dati statistici notiamo che chi vive nelle grandi città in media ha più incidenti, quindi decidiamo di far pagare di più i residenti nelle città e di meno tutti gli altri. Poi notiamo anche che il numero di incidenti aumenta all’aumentare dei chilometri percorsi annualmente, quindi applichiamo tariffe maggiori a chi guida per molti chilometri, etc, etc… Queste che vi sto descrivendo sono le così dette variabili tariffarie: ogni compagnia ha le proprie, ma grosso modo sono sempre le stesse, non è che si possa lavorare troppo di fantasia; alcune incidono sul costo finale per il cliente molto più di altre.
Fra queste variabili esistono anche l’età e la classe di merito: l’età è importantissima come la classe di merito, che però ha la particolarità di essere una variabile imposta (nel senso che le leggi italiane dicono esplicitamente che le tariffe devono prevedere delle classi di merito).
Che l’età sia importante è evidente dalle statistiche nazionali: chi è giovane corre purtroppo troppo e causa più incidenti (si vedano le statistiche ufficiali ANIA a pagina 5). Pertanto, a parità di condizioni, pagherà molto di più un 18enne che un 50enne.
Passiamo adesso alla classe di merito: altra variabile importantissima, serve a “punire” l’assicurato che causa incidenti, indipendentemente dall’età. Perciò chi causa incidenti nel corso di un anno si vedrà aumentare il premio l’anno successivo: la compagnia può persino rifiutarsi di assicurare nuovamente un soggetto che causa troppi incidenti. Queste regole sono ovviamente un deterrente: fare incidenti non conviene. Non sono regole campate in aria: statisticamente si osserva che quello di fare incidenti è un “vizio”. Un buon guidatore raramente avrà incidenti; al contrario chi non sa guidare ne avrà molto più spesso nel corso degli anni. Le classi di merito servono proprio ad identificare questi utenti, che con il trascorrere del tempo scenderanno verso le classi peggiori che comportano una spesa maggiore.
Certo, il sistema non è perfetto, ma i principi di base sono perfettamente condivisibili.
Cosa ha fatto il decreto Bersani?
In pratica, ha reso le classi di merito “ereditabili”. Così avremo pletore di giovanissimi assicurati con la migliore classe presente in famiglia: abbiamo però visto che proprio i giovanissimi sono quelli che più di tutti creano incidenti, e che tenderebbero quindi a “migrare” verso le classi peggiori. Perciò il decreto Bersani regala classi di merito proprio ai soggetti che in teoria dovrebbero pagare di più!! Quale sarà l’effetto di tutto questo? E’ impossibile dirlo con certezza (ancora non esistono statistiche in merito), ma è facile notare che il decreto Bersani ha reso molto meno significativa la classe di merito intesa come variabile tariffaria: probabilmente le tariffe del futuro si baseranno molto meno su questo parametro.

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Risparmiare sulle polizze auto!

martedì 2 settembre 2008

Ho deciso di andare Off Topic: parliamo di assicurazioni e di come risparmiarci qualcosa. Premetto innanzitutto che io lavoro presso una compagnia di assicurazioni.
Parliamo allora del decreto Bersani, quello delle famose liberalizzazioni: vedremo come è possibile risparmiare un po’ di soldi sulla polizza auto con questo decreto, cosa che certamente male non fa.

EREDITARE LA CLASSE DI MERITO DEI GENITORI:
Il decreto ha dato la possibilità, a chi stipula un nuovo contratto su un nuovo veicolo, di ereditare la classe di merito migliore esistente nel nucleo familiare. Quindi il 18 enne Mario, neopatentato, può ereditare la classe di merito del padre Giovanni, che presumibilmente avrà una buonissima classe (di certo non la 14, che viene di norma assegnata ai nuovi assicurati). Tuttavia per ereditare la classe è necessario presentare anche il passaggio di proprietà dei veicolo di Mario: in linea teorica Mario deve attestare di aver acquistato un nuovo veicolo (nb: nuovo nel senso che si tratta di un veicolo che entra a far parte del parco veicoli della famiglia, non deve essere nuovo di fabbrica). Se effettivamente avete acquistato un nuovo veicolo non c’è nessun problema: in caso contrario Mario può aggirare la regola “comprando” un veicolo appartenente al padre o alla madre. A questo punto è sufficiente presentare il passaggio di proprietà al vostro assicuratore, assieme allo stato di famiglia, e il gioco è fatto. Certo, il passaggio di proprietà ha un costo, ma potrebbe valerne la pena. 

INCIDENTE? FORSE NON PERDI LA CLASSE….
Una volta (prima di Bersani), chi aveva un incidente, indipendentemente dalla percentuale di responsabilità, perdeva una classe di merito.
Così quando il neopatentato Mario, in classe 1, causava un incidente con Filippo (classe 2), l’anno successivo Mario avrebbe avuto la classe 2 e Filippo la classe 3, anche se veniva appurato che la colpa era per il 70% di Mario e per il 30% di Filippo (nota: la percentuale di colpa non se la inventano le compagnie, ma esistono leggi che spiegano come assegnarla).
Oggi invece la classe scatta solo al raggiungimento del 51% della percentuale di colpa. Riprendendo l’esempio, Mario salirà di classe l’anno successivo mentre Filippo no.
Tuttavia rimarrà traccia del 30% di colpa di Filippo: se Filippo verrà coinvolto, nei 5 anni successivi, in un altro incidente, la sua percentuale di colpa verrà sommata a quella precedente. Al raggiungimento del 51%, scatterà di classe anche Filippo.
Ipotizziamo quindi che Filippo sia coinvolto in tre incidenti con un auto, una moto e un bus, a distanza di un anno uno dall’altro:

Auto: 25% colpa a Filippo
Moto: 20% colpa a Filippo
Bus: 10% colpa a Filippo

Filippo aumenterà di classe solo dopo aver raggiunto la soglia del 51%, ovvero dopo l’incidente con il bus.
Notate che nel caso di due auto con colpa al 50%, nessuno subisce un peggioramento della classe.
Bello eh? Con questo sistema è un po’ più difficile “perdere” classi, ed avere una classe migliore significa pagare meno!
Bene ragazzi….. ho spiegato come è possibile risparmiare un pochino: domani vi spiegherò perché a lungo andare potrebbero non essere solo rose e fiori.

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Videogiochi e Crack: l'eterna diatriba

lunedì 28 luglio 2008

L'altro giorno mi stavo chiedendo come è cambiato il mondo dei videogiochi e delle protezioni. Ricordo tempo addietro (15 anni fa!) che la legge italiana non prevedeva nessuna forma di diritto di autore per i videogiochi: in parole povere copiare i videogiochi era legale: naturalmente tutti ne approfittavano, si trovavano addirittura le compilation di giochi in edicola, allegate ai giornali! In tempi moderni le cose sono cambiate tantissimo, e le protezioni sono all'ordine del giorno: prendiamo ad esempio i PC. Il bisogno di una protezione antipirateria è così elevato che alle volte si esagera: alcune protezioni sono infatti accusate di causare problemi più o meno gravi ai nostri pc. Ma questo non va a discapito delle stesse software house? Tutto è relativo: le protezioni per pc durano normalmente ben poco, nel senso che le "patch" (programmi utilizzati per aggirare le protezioni di un gioco), vengono create non appena un gioco esce, di fatto rendendo inutile la protezione (per la quale, è bene ricordarlo, le software house pagano). Di qui la rincorsa a protezioni sempre nuove, sempre più difficili da aggirare... sempre più invadenti, che arrivano a causare veri e propri problemi. Tutto questo perchè, ormai, per pc non si vende più nulla.
L'unica cosa che su pc "tira" ancora è l'online gaming, per ovvi motivi: non è possibile crackare giochi online.

Veniamo al dunque: osservando il mercato odierno notiamo l'esplosione del mercato console, che, con la ultima generazione, sono definitivamente approdate su internet, permettendo esperienze di gioco anche online e non solo offline. Anche le console sono crackabili: è necessario modificarle, aggiungendo dei chip aggiuntivi (è il caso della pluripremiata Nintendo Wii), o aggiornando il firmware del lettore dvd (è il caso della console di casa Microsoft, la Xbox 360). Ma allora come fa il mercato di queste console ad essere così florido se resta comunque così facile aggirare le loro protezioni? Perchè non finiscono come i Pc? Come diamine fanno a macinare utili su utili? Secondo me qui sta la genialità di Microsoft: infatti modificando la Xbox ci sono buone possibilità che si venga esclusi (in gergo "bannati") dai servizi Live, che comprendono tutto ciò che contempla in qualche modo internet, dal download di demo al vero e proprio gioco online, che ormai traina l'intero settore videoludico; inoltre si perde definitivamente la garanzia sulla console. Il messaggio di Microsoft è semplice: "Abbiamo una console protetta contro la pirateria, anche se sappiamo benissimo che ormai la protezione è facilmente aggirabile. Però, caro giocatore, prima di crackare la tua Xbox chiediti: ne vale davvero la pena?". A quanto pare molti sono convinti che non ne valga la pena... come dimostrano i dati di vendita.

A riprova di questo fatto basta prendere in considerazione il WII: Nintendo non ha preso nessun tipo di contromisura efficace contro il crack e, guardacaso, la pirateria Wii è già un discreto problema.

E' interessante notare che nel corso degli anni tutte le protezioni contro le copie si sono dimostrate inefficaci: adesso è evidente che l'unico elemento che spinge gli utenti a comprare giochi originali è la paura di perdere funzionalità importanti del gioco/console che si sta utilizzando, e Microsoft pare essere l'unica ad averlo capito.


PS:
Non parlo di Sony e della sua Playstation3, perché per ora non è disponibile nessun crack per questa console.

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Google Knol: la conoscenza in scatola

sabato 26 luglio 2008

Siamo qui per parlare dell'ennesimo servizio di Google: Knol. Si tratta fondamentalmente di un servizio che ricorda *molto* da vicino Wikipedia o l'enciclopedia Britannica, ma ci sono alcune differenze che rendono i progetti radicalmente differenti: non per l'utente finale, il quale avrà comunque a disposizione un'enciclopedia, ma per l'autore degli articoli. Analizziamo la cosa più approfonditamente. Google Knol permette di scrivere articoli e commenti solo a chi è iscritto: gli articoli sono "personali" nel senso che nessuno puo' editarli senza il consenso dell'autore stesso. Si prefigura qui un tipo di collaboratività radicalmente diverso da quello a cui siamo abituati con Wikipedia, dove tutti possono editare tutto. A mio modo di vedere quest'idea è coraggiosa: tende a responsabilizzare inconsciamente l'editore, il quale, mettendo in gioco il proprio nome, non dovrebbe scrivere inesattezze. Ma c'è il rovescio della medaglia: in caso di errori, sbadataggini, calunnie.. se l'autore non volesse editare l'articolo che accadrebbe? In Wikipedia un articolo viene revisionato in tempo zero... ma in Knol? Devo ammettere che non conosco la risposta a questa domanda... vedremo.
Altra fondamentale differenza sono i banner: in Wikipedia i banner semplicemente non esistono, mentre in Knol l'autore puo' scegliere (attenzione! NON è obbligato) se inserire gli AdSense (ovviamente è un altro servizio Google!). In questo caso più un articolo è gettonato, più soldi entreranno nelle tasche dell'autore. Ho paura che questo spingerà molti a puntare sulla quantità piuttosto che sulla qualità.... spero proprio di sbagliarmi.
Per quanto riguarda il resto.... Knol è decisamente carino! L'interfaccia è semplice e leggera, scrivere uno Knol è un po' come postare su Blogger. Si hanno a disposizione una serie di informazioni riepilogative sui propri Knol, è possibile scegliere il tipo di licenza sotto cui rilasciare i proprio scritti e si hanno a disposizione una serie di informazioni riguardo i lettori. Tutto è molto "Google Style": semplice, pulito, poche complicazioni e pochi fronzoli. Certamente è più facile scrivere in Knol che in Wikipedia, ma è pur vero che chi sa usare Wikipedia ha molta più scelta riguardo l'impaginazione dell'articolo in sè.
Quello che non mi piace è il sistema di catalogazione dei Knol: ogni Knol è un articolo a sé stante, non è collegato direttamente con nessun altro Knol, non esiste un indice di argomenti, non esiste una catalogazione dei vari Knol. Questo è davvero male: il principale obiettivo di un'enciclopedia è quello di essere un recipiente di conoscenza, ma quello che differenzia una buona enciclopedia da una pessima (a parità di contenuti) è la catalogazione della conoscenza. E' inutile avere a disposizione tutto lo scibile umano... se poi non sappiamo come andare a cercare quello che ci serve! Knol da questo punto di vista ne dovrà fare parecchia di strada (ed è meglio che lo faccia in fretta), dal momento che il diretto concorrente è Wikipedia.. che da questo punto di vista rasenta la perfezione.

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Sono Tornato!!!

Credevate che questo Blog fosse morto... e invece si trattava solo di una morte apparente. I miei 3 lettori e mezzo (il mezzo sono io...) dovranno perdonarmi: in questi mesi ho cambiato lavoro e mi sono trasferito. Credo di aver sottovalutato la mole di cose che ci sono da fare una volta trasferiti.. senza contare che cambiano la tua vita, le tue priorità.... insomma il blog è passato un po' sotto silenzio. In ogni caso sono tornato... e stavolta per restare!

Dario

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La Fonera e dd wrt - Un ottimo router economico!

giovedì 1 maggio 2008

Vi ricordate di quando parlavo di Dd Wrt e delle sue numerose peculiarità? In questo tutorial vi mostrerò come crearvi un router davvero potente con pochissimi euro (meno di 30!), grazie alla Fonera. Non è questo il momento di spiegare cosè il "Movimiento Fon": lascio a voi l'onere di scoprirlo (Google vi sarà amico in questo), ma sappiate che il tutorial prevede che voi siate i possessori di una Fonera. Alla fine del tutorial potrete godere dei servizi di una Fonera (un router wifi che sta sul palmo di una mano), e DD WRT. Iniziamo!

OCCORRENTE:

- Una Fonera
- Un pc con una scheda di rete ethernet (ormai la hanno tutti!)
- PuttY
- HFS
- TFTP
- Una versione di DD WRT adatta alla Fonera (io uso questa: in particolare vi servono i file"root.fs" e "vmlinux.bin.l7")

Infine i seguenti tre file: per salvarli correttamente dovete cliccare col destro sul link e scegliere "salva destinazione con nome..."

- SSH enabler hack
- OpenWrt
- out.hex

Tutto il software che vi chiedo di scaricare è gratuito e non richiede installazione; ricordatevi di scaricare tutto prima di iniziare i lavori, perché una volta iniziato non avrete a disposizione la connessione internet.
Inoltre vi faccio notare che con le seguenti procedure rischiate di danneggiare irrimediabilmente la vostra fonera: non mi ritengo in nessun modo colpevole se questo dovesse accadere.

TUTORIAL:

1) PRELIMINARI:

-Scompattate tutti i file in una cartella e disabilitate tutte le connessioni internet: per fare questo spegnete la scheda di rete wireless se avete un portatile oppure agite via software andando su Start-> Risorse di rete -> Visualizza connessioni di rete (sulla sinistra) -> cliccate col destro sulla scheda di rete che utilizzate per accedere a internet e scegliete "disabilita" (questo ovviamente vi impedirà di navigare normalmente... per ripristinare la situazione basta rifare la stessa procedura e scegliere "Abilita"):

-Disabilitate qualsiasi tipo di firewall installato (oppure fate in modo di aprire le porte 22, 23, e 9000)

2) CONNETTERE LA FONERA

- Cambiate le impostazioni Tcp/Ip della scheda di rete che utilizzete per connettere la fonera. Per fare questo andate in Start-> Risorse di rete -> Visualizza connessioni di rete (sulla sinistra) -> cliccate col destro sulla scheda di rete che utilizzate per accedere a internet e scegliete "proprietà"-> cliccate due volte su "Protocollo internet TCP/IP" (fate attenzione a NON togliere la spunta: se accidentalmente la togliete, rimettetela!).
(Segnatevi da qualche parte tutte le impostazioni che vedete in questa schermata: al termine dovrete rimettere tutto a posto, altrimenti la connessione internet non funzionerà.)
A questo punto impostate il tutto così:

IP: 169.254.255.2
Subnet: 255.255.0.0
Default Gateway: 169.254.255.1
DNS: 169.254.255.1


- Connettete la fonera al vostro pc tramite il cavo di rete. Attendete un paio di minuti perchè la fonera si accenda: tutte le luci sulla vostra fonera dovranno esser accese.
- digitate 169.254.255.1 nel browser e date invio: questo vi porterà in una pagina in cui sarà possibile vedere lo status del vostro router: dobbiamo capire che firmware monta la fonera in modo da scegliere l'opportuno metodo di hacking. Se vi viene chiesto nome utente e password, quelli di default sono i seguenti:

Nome Utente: root
Password: admin

- Dovreste aver davanti qualcosa del genere:

Osservate bene la parte evidenziata: se la versione del vostro firmware è la 0.7.1 r1 (o meno) potete proseguire. al punto 3: Abilitare SSH.
Se invece è superiore provate a resettare la fonera: giratela e osservate il piccolo bottone che serve a resettarla. Tenetelo premuto per 40 secondi circa, dopodichè attendere il riavvio della fonera. Rieseguite la procedura per vedere la versione del vostro firmware: se è ancora superiore alla 0.7.1 r1 allora dovrete utilizzare l'hack di Kolofonium: purtroppo non ho mai avuto una di queste fonere per le mani, quindi non so esser molto più preciso. Al termine dell'hack, andate al punto 4: abilitare RedBoot.

3) ABILITARE SSH:

Abilitando il protocollo ssh potremo spedire file direttamente nella memoria della fonera dal nostro pc.
Il passaggio è semplice: apriamo il file SSHEnable.htm che abbiamo precedentemente scaricato e clicchiamo su submit:


4) ABILITARE REDBOOT
Questo ci permetterà di inviare in remoto alcuni comandi alla fonera. Apriamo HFS (scaricato in precedenza): la prima volta che lo aprirete vi verrà chiesto se inserire HFS nei menù contestuali di Windows. Se non sapete cosa significhi, dite di no; se invece lo sapete... bè non vi devo spiegare io cosa fare ;)
Cliccate col destro sulla piccola casa, scegliete "Add Files..." e selezionate i file "openwrt-ar531x-2.4-vmlinux-CAMICIA.lzma" e "out.hex" che dovreste aver scaricato in precedenza. Alla fine dovreste avere una situazione di questo tipo:

Adesso aprite Putty, selezionate "ssh" e in "Host name" scrivete 169.254.255.1. Vi si aprirà una finestra che vi avvisa di un errore: a dispetto delle parole decisamente poco incoraggianti, potrete tranquillamente ignorarlo cliccando su "yes". Avrete una finestra che somiglia vagamente a una finestra Dos (più precisamente è una shell Linux).


In questo momento state comandando la fonera in remoto: qualsiasi comando scriviate in questa shell, sarà come se lo aveste scritto da una ipotetica tastiera attaccata alla fonera. Dovete loggare con le seguenti credenziali:

Nome Utente: root
Password: admin

Quando scriverete la password noterete che il cursore non si muove: è normale, vedetela come una misura di sicurezza per non fare scoprire la vostra password ad altri. Continuate a digitare e premete invio: adesso potrete inviare qualsiasi comando alla fonera! Possiamo iniziare: copiate il seguente comando (se lo copiate in memoria, per incollarlo nella finestra di putty basta che clicchiate col tasto destro del mouse sulla finestra... usate questo trucco, vi aiuterà a non sbagliare sintassi!) e inviatelo al router:

mv /etc/init.d/dropbear /etc/init.d/S50dropbear

questo serve ad abilitare in maniera permanente SSH. Notate che dopo aver eseguito correttamente il comando, la finestra di putty ritorna al prompt iniziale, ovvero "root@openwrt:~#": questo è il segnale che vi indica che il comando è stato eseguito correttamente. Se tarda ad arrivare, aspettate: significa che il router sta ancora eseguendo il comando. Adesso eseguite i seguenti comandi: per ogni riga dovete dare un invio e attendere il prompt prima di passare alla seconda:

cd /tmp


wget http://169.254.255.2/openwrt-ar531x-2.4-vmlinux-CAMICIA.lzma


mtd -e vmlinux.bin.l7 write openwrt-ar531x-2.4-vmlinux-CAMICIA.lzma vmlinux.bin.l7


reboot


L'ultimo comando causa il riavvio della fonera e il termine della connessione con putty, che vi avviserà con una finestrella che dice pressapoco "Server unexpectedly closed network connection": date ok senza problemi. Attendete che la fonera completi il riavvio.
Adesso cliccate con il destro sulla barra del titolo di putty e scegliete "restart session": putty stabilirà di nuovo una connessione con la fonera e dovrete reinserire nome utente e password come in precedenza.
Adesso dovete inserire, con le stesse modalità viste precedentemente, i seguenti comandi:

cd /tmp

wget http://169.254.255.2/out.hex

mtd -e "RedBoot config" write out.hex "RedBoot config"


reboot

come prima, la fonerà si riavvierà e putty perderà la connessione. Congratulazioni, avete appena abilitato RedBoot!!

5) FLASHARE LA FONERA

Cambiate le impostazioni TCP/IP secondo la seguente immagine:

Aprite Tftpd32, dovreste vedere qualcosa di simile:

Adesso controllate che i file "root.fs" e "vmlinux.bin.l7" siano nella stessa cartella che Tftpd32 indica come "Current Directory". Se non è così, cambiate la "current diretory" facendola puntare alla cartella in cui quei file sono contenuti.
Adesso useremo di nuovo Putty, ma anzichè utilizzare il protocollo ssh ci collegheremo tremite il protocollo telnet. Aprite Putty, selezionare prima telnet e dopo impostare la porta 9000 (è importante che non impostiate prima la porta perchè poi quando cliccherete su "telnet" Putty reimposterà in automatico la porta predefinita):

vi si aprirà una finestrella simil dos, che servirà a inserire manualmente alcuni comandi. Notate che questa volta il prompt è "RedBoot>", ma per il resto non cambia nulla: attendete il prompt prima di inserire qualsiasi altro comando. Questo è molto importante: nel seguito troverete una serie di comandi "fis": alcuni di questi ci mettono molto tempo (anche 15 min) prima che il router ne termini l'esecuzione. Non abbiate fretta e attendete!
Infine vi faccio notare che alcuni di questi comandi faranno in modo che la vostra finestrella si riempia di simboli più o meno incomprensibili, e quando vi riapparirà il prompt, sarà letteralmente circondato da robaccia. Se dovesse accadere e se i simboli vi dessero fastidio (io ad esempio non li sopporto..), premete invio un po' di volte in modo da far apparire nuove righe pulite.
Inserite adesso i seguenti comandi (come al solito al cambio di linea dovete dare invio e attendere il prompt):

ip_address -l 192.168.1.254/24 -h 192.168.1.166

fis init



premete "y" e date invio.

load -r -v -b 0x80041000 root.fs

fis create -b 0x80041000 -f 0xA8030000 -l 0x002C0000 -e 0x00000000 rootfs

load -r -v -b 0x80041000 vmlinux.bin.l7

fis create -r 0x80041000 -e 0x80041000 -l 0x000E0000 vmlinux.bin.l7

fis create -f 0xA83D0000 -l 0x00010000 -n nvram

reset


a questo punto non vi resta che ripristinare le impostazioni iniziali di rete, abilitare le eventuali schede di rete che avevate disabilitato.... e connettervi alla vostra fonera aggiornata con dd wrt!

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mercoledì 16 aprile 2008

Rapidamente: mi scuso per la scarsità di post in questo periodo, ma mi sto trasferendo e non so bene quando l'adsl verrà attivata... e speriamo che Tiscali funzioni come si deve!

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